La matricola resta aperta solo sulla carta: niente Under 16, si proverà con gli Esordienti. E il 21 ottobre si avvicina il nuovo verdetto della Corte d'Appello

L'Under 16 non ci sarà

Arriva un'altra tegola sulla vicenda Brescia Calcio. Come raccontato da Francesco Domenighini, la squadra Under 16 affidata a Marco Zambelli — il curatore fallimentare incaricato di tenere in vita la matricola — non è riuscita a trovare abbastanza giocatori disposti a iscriversi. Il ritiro della squadra è ormai ufficiale, e ora si proverà a mettere in campo almeno una formazione di Esordienti.

Un altro passaggio simbolico di una vicenda che sembra ormai avviata verso l'epilogo.

Perché la matricola resta in piedi

Il punto centrale è che la matricola non serve più a garantire la continuità sportiva del Brescia Calcio — che di fatto non esiste più dalla stagione 2024-25 — ma a incassare più rapidamente le somme legate al passaggio di Sandro Tonali, oltre a snellire una serie di procedimenti che il Tribunale otterrebbe comunque, ma con tempi più lunghi. Con la matricola attiva, quei fondi possono arrivare prima; senza, resterebbero bloccati in attesa delle decisioni del Tribunale.

È per questo che si è arrivati a iscrivere prima una sola Under 16, e ora — visto che neppure quella ha trovato giocatori — si tenta con gli Esordienti: tenere in vita la matricola resta funzionale soprattutto a recuperare risorse da destinare ai creditori.

La trattativa mai chiusa con Pasini

C'è poi il nodo che ha origine tutta la vicenda: l'accordo mai raggiunto tra Massimo Cellino e il presidente di Union Brescia, Giuseppe Pasini, per la cessione del ramo societario che interessava al club biancoblù. Una cessione che sarebbe stata alla portata sul piano economico, ma che non si è mai concretizzata per volontà dello stesso Cellino, in quella che viene descritta più come una questione personale che come un ostacolo economico.

L'obiettivo dichiarato: la storia dentro Union Brescia

L'obiettivo di riportare la storia del Brescia Calcio all'interno di Union Brescia non è un'ipotesi, ma qualcosa dichiarato apertamente dallo stesso presidente Pasini e da diversi responsabili dell'ufficio comunicazione del club. Resta da capire se questo passaggio comporterà anche un cambio di denominazione: già in questa stagione la società si presenta pubblicamente come "Brescia" senza il prefisso Union, un segnale che potrebbe anticipare un ritorno, prima o poi, alla vecchia denominazione.

L'appuntamento del 21 ottobre

La prossima tappa chiave resta la sentenza della Corte d'Appello attesa per il 21 ottobre. Un passaggio che difficilmente potrà portare a un esito favorevole per la prosecuzione della matricola, complice anche l'ennesima difficoltà nel mettere in campo anche solo una formazione giovanile.