Le Rondinelle tornano in campo domenica alle 14.30 al Rigamonti contro una squadra quadrata, che segna poco ma concede pochissimo

Una squadra che fa fatica a segnare

Dopo la sosta per le nazionali il Brescia torna in campo domenica alle 14.30 al Rigamonti contro la Dolomiti Bellunesi, secondo l'analisi di Francesco Domenighini una delle formazioni più equilibrate — ma anche più avare in fase offensiva — del girone. I numeri parlano chiaro: appena 9 gol complessivi in 6 partite, terzo peggior attacco del campionato dietro solo a Pergolettese e Lecco. In compenso la fase difensiva regge, con appena 4 reti subite.

Il nodo tattico: chi è la punta di riferimento?

Nell'ultima uscita, la sconfitta interna contro il Lumezzane — unico ko stagionale dei veneti — mister Bonatti ha abbandonato il consueto assetto a "albero di Natale" (4-3-2-1, di fatto assimilabile a un 4-3-3) per passare a un inedito 4-2-3-1, con il giovane centravanti classe 2005 Kowalski, arrivato dal Parma, come terminale offensivo e Clemenza e Mignanelli a supporto.

Il problema, sottolinea l'analisi, è che nemmeno i tabellini ufficiali della Dolomiti Bellunesi sembrano avere le idee chiare su chi sia davvero il punto di riferimento offensivo: Kowalski viene talvolta schierato come prima punta, talvolta spostato sulla fascia, mentre Clemenza e Mignanelli si alternano sui due esterni. Una squadra, insomma, priva di certezze in avanti — complice anche l'inserimento dell'algerino Beltaief, arrivato dall'Ajaccio, che ha reso l'attacco ancora più fluido e meno leggibile. Per la sfida di domenica l'ipotesi più probabile è un ritorno al modulo consueto, con Beltaief nuovamente in panchina.

Il centrocampo: Montenegro il vero faro della squadra

Più solida la mediana, dove il vero uomo cardine è Montenegro, arrivato in estate dalla Fiorentina: ha giocato tutte le partite per intero ed è il giocatore che fa da collante tra difesa e centrocampo. Al suo fianco agiscono Racin Ba (ex Cosenza) e Saccani, con quest'ultimo che finora ha guadagnato più minutaggio, anche se Ba viene indicato come possibile crescita nel medio periodo. Assente contro il Lumezzane, ma abitualmente titolare, anche Agosti, schierato di solito sul centro-sinistra.

Fuori casa un'altra squadra

Il dato più curioso riguarda il rendimento in trasferta: 7 punti su 9 disponibili, con vittorie contro Folgore Caratese e Giana Erminio e un pareggio a Renate. In quelle partite, però, la Dolomiti Bellunesi ha concesso ampiamente il possesso palla agli avversari — percentuali anche vicine al 70-30 — dimostrando di non avere l'ambizione di dettare il gioco lontano dal proprio campo, quanto piuttosto di aspettare e sfruttare le occasioni concesse.

Cosa aspettarsi al Rigamonti

Una squadra quadrata, difficile da affrontare, che l'anno scorso — nella gara di andata in Veneto, la prima assoluta di Corini sulla panchina biancazzurra — aveva già dimostrato di poter mettere in difficoltà il Brescia. Nessuna sorpresa se la partita di domenica dovesse rivelarsi più complicata del previsto: con un attacco così povero di gol la Dolomiti Bellunesi punterà soprattutto a contenere e ripartire, ma la superiorità delle Rondinelle, unita a un approccio offensivo e paziente come già mostrato contro l'Alcione, dovrebbe permettere di avere la meglio