Giovedì sera al Rigamonti si gioca il primo turno infrasettimanale della stagione: di fronte c'è un Treviso rivoluzionato negli uomini ma già capace di vincere le partite in rimonta.
Come raccolto dall'analisi del giornalista Francesco Domenighini, ecco un quadro completo degli avversari del Brescia.
Un Treviso tutto nuovo, ma già competitivo
Il Treviso di mister Gorini gioca con un 3-5-2 dall'idea tattica chiara, ma rispetto alla squadra che ha conquistato la promozione dalla Serie D alla C è cambiato quasi tutto. Nell'undici che ha battuto la ProVercelli per 2-1, l'unico superstite di quella cavalcata è Alberto Brigatti sulla fascia sinistra.
Una situazione simile a quella vissuta dal Desenzano, altra squadra costruita quasi da zero in estate: secondo Domenighini è un vantaggio per il Brescia affrontare i veneti già nelle prime giornate, prima che il gruppo trovi i giusti automatismi.
Il mercato del Treviso ha attinto molto dall'alta Serie C e dalla bassa Serie B: il nome che ha fatto più discutere è quello di Odogwu, ma già la scorsa estate era arrivato Gucher a dirigere il centrocampo.
Centrocampo di qualità, con inserimenti pericolosi
In mediana, accanto a Gucher, agiscono Ciufferri e Romeo. Il primo è un interno che ama allargarsi sulla destra, mentre Romeo è più poliedrico e si muove su tutto il fronte offensivo, mostrando già nelle prime uscite buone doti di assist-man.
Contro la Pro Vercelli è stato proprio Romeo a servire l'assist per il gol del 2-1 firmato Ciufferri, il primo centro stagionale del centrocampista. Un Treviso che punta forte sulla qualità in mezzo al campo, anche se non è una squadra ossessionata dal possesso palla: nelle statistiche di gioco alterna momenti di supremazia (72% contro il Trento) a partite più equilibrate, come il 50-50 con il Lecco.
Difesa nuova ma di categoria
Il reparto arretrato è stato completamente rifondato: Cappelletti arriva dal Vicenza (22 presenze, 17 da titolare, nella squadra che ha dominato il campionato scorso), Maestrelli dalla Ternana (25 presenze da titolare, un gol), Bove dal Monopoli, con esperienza già maturata a Avellino e Crotone.
I numeri dicono quattro gol subiti in quattro partite: un dato che va letto con cautela, perché si tratta comunque di un reparto che deve ancora amalgamarsi del tutto.
Gli equilibri sulle fasce
Dal punto di vista tattico, il Treviso spinge maggiormente sulla destra, con Cappelletti che si sovrappone spesso a Paganini. Sulla corsia opposta, Bove e Brigatti si alternano con un atteggiamento più contenuto.
Uno scenario che si incrocia perfettamente con le caratteristiche del Brescia, squadra che fa della sinistra la sua zona più offensiva: la fascia mancina rondinella potrebbe trovare terreno fertile proprio sul lato più coperto dei veneti. Occhio però alle contromosse di Corini, che potrebbe scegliere di ribaltare l'attacco sul lato opposto per sorprendere una difesa ancora da decifrare.
Attenzione ai finali di gara
Un'altra caratteristica da tenere d'occhio è la capacità del Treviso di decidere le partite negli ultimi minuti: sia contro il Lecco che contro la Pro Vercelli, i tre punti sono arrivati in pieno recupero. Un segnale di una squadra abituata a giocare di posizione e a sfruttare i momenti chiave del match.

