Il prossimo 21 ottobre la Corte d'Appello deciderà sul ricorso contro la sentenza di fallimento. Nel frattempo l'attività aziendale prosegue sotto la guida del curatore Meleleo
Cresce l'attesa per l'udienza d'appello del 21 ottobre, quando la Corte dovrà decidere se accogliere il ricorso presentato da Massimo Cellino contro la sentenza di fallimento del Brescia Calcio, firmata dal Tribunale lo scorso 28 luglio per il "conclamato stato di insolvenza della società".
In attesa del pronunciamento, i giudici hanno intanto concesso l'esercizio provvisorio, richiesto direttamente dal curatore fallimentare Luigi Meleleo. Una precisazione è d'obbligo: la misura non significa che il fallimento sia sospeso, né che Cellino riprenda in mano la gestione del club. L'attività aziendale prosegue infatti sotto il controllo del curatore, e la scelta è stata ritenuta utile e non pregiudizievole per i creditori.
I movimenti economici
Dal giorno della sentenza sono già stati incassati 670mila euro, corrispondenti a una rata del contributo di solidarietà legato alla cessione di Sandro Tonali dal Milan al Newcastle. A settembre è attesa un'ulteriore tranche da 300mila euro. In parallelo, è stato confermato in appello anche il sequestro da un milione e mezzo di euro nei confronti del commercialista Marco Gamba, coinvolto nella vicenda dei crediti inesistenti ceduti al club che un anno fa avevano fatto precipitare la situazione societaria.
L'obiettivo di Cellino
Con la sospensiva ottenuta e nuova liquidità disponibile, l'obiettivo dell'imprenditore sardo è convincere i giudici d'appello ad annullare la sentenza di primo grado e ottenere un concordato in continuità. Non è escluso, allo stato attuale, che il Brescia Calcio possa persino iscriversi a un campionato giovanile, ipotesi già avanzata da Cellino dopo la riattivazione della storica matricola.
La Procura Generale aveva del resto espresso parere favorevole all'istanza cautelare, ritenendo sussistenti sia il fumus boni iuris — la ragionevole probabilità di un esito positivo del giudizio — sia il periculum in mora, ovvero il rischio di un danno grave e irreparabile qualora gli effetti della sentenza si producessero prima di un eventuale accoglimento dell'appello.
Le parole di Cellino
Lo stesso Cellino è intervenuto sulla vicenda, ribadendo fiducia nell'esito del procedimento e criticando l'istruttoria della sentenza di primo grado, a suo dire condotta "molto superficialmente e senza le giuste informazioni". Ha inoltre confermato di avere già una squadra pronta per disputare un eventuale campionato giovanile, con i ragazzi "disponibili e felici di iniziare"

