La storia del giocatore che si prese la Juventus in un pomeriggio surreale, diventando immortale per un giorno

Un anno difficile per il calcio italiano

Esistono diversi modi per entrare nella leggenda e nel mito. Continuità, giocate di fino, senso di appartenenza a una maglia sono probabilmente le caratteristiche essenziali che devono avere i calciatori "del popolo", però ci sono anche quelli che con una sola giornata hanno trovato il modo di lasciare un segno indelebile nel cuore dei tifosi. La storia di Matteo Serafini è un po' come quella di Matthew McConaughey quando dovette interpretare il personaggio di Mark Hanna in "The Wolf of Wall Street", quando con soli sette minuti a disposizione su di un film da tre ore, trovò il modo di entrare per sempre nel mito. E anche Matteo Serafini, giocando un solo anno con la maglia del Brescia, ebbe modo di ritagliarsi una giornata particolare impossibile da dimenticare per tutti i tifosi biancazzurri.

Dobbiamo tornare con la memoria alla stagione 2006-07, un anno difficilissimo per tutto il calcio italiano, perché le macerie derivate dallo scandalo di Calciopoli erano palpabili e non era bastata la vittoria dell'Italia al Mondiale in Germania per scacciarli. Gli stadi si stavano svuotando, dando l'inizio a una crisi che sarebbe durata ancora per parecchi anni. Anche a Brescia si era ben lontani dai numeri della Serie A, e si stava entrando ormai nella triste epoca dei "3000 del Rigamonti", quando tutto andava bene.

L'emergenza stadi e la sfida spostata a Mantova

A peggiorare questo quadro ci pensò l'assassino dell'ispettore Filippo Raciti all'esterno dello stadio Massimino di Catania in seguito agli scontri nel derby tra Catania e Palermo. La Federazione decise di usare il pugno duro come mai era accaduto in precedenza rendendo obbligatorio, con effetto immediato, l'utilizzo dei tornelli. Se pensate che oggi la situazione degli stadi italiani sia tragica, allora non avete presente quella del 2007. Quasi tutte le squadre dovettero vivere un periodo senza regolare autorizzazione per giocare con il pubblico, addirittura anche San Siro dovette limitarsi a un certo punto facendo entrare solo gli abbonati.

Il Rigamonti non era agibile, anzi era uno di quelli più malmessi. Il 10 febbraio 2007 non ci sono spettatori in occasione della sfida con il Bari e la situazione fu la medesima anche il 24 febbraio in vista del derby del Garda con il Verona. La situazione si sarebbe trascinata avanti fino al 10 aprile 2007, solo allora il pubblico bresciano poté tornare allo stadio in occasione della partita contro la Triestina. Peccato però che nel mezzo ci fosse la sfida del 10 marzo contro la Juventus e non si poteva giocare senza pubblico una partita di quella portata. Le autorità decisero dunque di limitare i danni, mandando le due squadre al Martelli di Mantova, campo scelto vista anche la vicinanza tra le tifoserie di Brescia e dei virgiliani.

Cosmi in panchina e l'attacco senza Possanzini

A Brescia era da poco arrivato in panchina Serse Cosmi al posto di Mario Somma, con il tecnico che aveva deciso di schierare un particolare 3-5-2, molto difensivista, con tre marcatori puri come Santacroce, Zoboli e Mareco, mentre gli esterni a tutto campo sarebbero stati i terzini Zambelli e Dallamano. Senza Possanzini in attacco, il Brescia dovette virare sulla coppia formata da Del Nero e Serafini, dunque, senza il proprio punto di riferimento, sembrava impossibile battere una squadra che si presentava con Del Piero, Trezeguet, Nedved e Buffon in porta.

Il pallonetto che gelò Buffon

Quello divenne però uno dei giorni più pazzi di sempre nella storia del Brescia grazie a un uomo: Matteo Serafini. Dopo soli quattro minuti, Simone Del Nero verticalizzò per il cannoniere biancazzurro, il quale si infilò tra Boumsong e Zebina, ma vedendo Buffon fuori dai pali calciò con un folle pallonetto da oltre trenta metri, con la palla che finì in fondo al sacco, lasciando il portierone azzurro di sasso. Sarebbe bastato già quel gol a renderlo immortale, a far sognare tutta Brescia, con la gioia che fu di breve durata visto l'immediato pareggio di Pinturicchio Del Piero.

La rovesciata su assist di un giovane Hamsik

Quel giorno però c'era ancora una storia da raccontare. A metà secondo tempo, il Brescia ebbe modo di sfruttare un corner dalla destra. La battuta servì un giovane Hamsik che, con una stupenda giocata ai danni di Cristiano Zanetti, trovò il modo di liberarsi e servire un dolce cross al centro ancora per un indemoniato Serafini che si coordinò in rovesciata trafiggendo ancora Buffon e riportando avanti il Brescia.

La tripletta che diede un bacio al palo

Due reti straordinarie, ma si sa che la perfezione la si ottiene con il numero tre. Mancava ormai pochissimo alla fine del primo tempo, con la Leonessa che tentò l'ultima azione offensiva, più per alleggerire l'attacco bianconero e chiudere così sul 2-1 la prima frazione più che per cercare davvero il terzo gol. Là davanti c'era infatti solo Serafini, con il cannoniere bresciano che, ancora sui trenta metri, anticipò un incerto Zebina, alzandosi la sfera, portandosela avanti con uno stop di petto e lasciando partire un drop di collo-esterno destro che diede un bacio al palo e finì in rete.

La tripletta assurda, una tripletta folle, una tripletta alla Juventus, al miglior portiere del mondo. Quel 10 marzo 2007, in uno dei momenti più difficili per il calcio italiano, ci pensò un ragazzo bresciano, del Brescia, con il numero 8 sulla schiena, a ricordarci come mai ci siamo innamorati dello sport più bello del mondo.

Da Brescia a Desenzano, fino all'ultimo gol in carriera

Sarà il suo primo e ultimo anno a Brescia, prima di girovagare l'Italia e concludere la sua avventura proprio a Desenzano, allora ancora Calvina Sport. Dal 10 marzo 2007 al 14 aprile 2019, quando nella sfida tra Adrense e Calvina, realizzò dal dischetto l'ultimo gol della propria carriera, non riuscendo a evitare la sconfitta per 2-1, ma riuscendo a salutare il mondo del calcio a modo suo.

Un derby che riporta alla memoria l'uomo della tripletta di Mantova

Brescia contro Desenzano non sarà una partita come tutte le altre per Matteo Serafini, la squadra che gli ha regalato il momento più alto della carriera, la sua squadra del cuore e colei che le ha concesso l'ultimo ballo prima di chiudere il sipario e con la quale ha aperto un nuovo capitolo della propria vita, iniziando così la sua storia come allenatore. Il 6 settembre 2026 è tempo di Brescia-Desenzano, il primo derby di sempre tra le due, e allora era giusto ricordare il giorno che rese per sempre immortale chi divenne immortale per un giorno, l'uomo della tripletta di Mantova, semplicemente: Matteo Serafini.