Domenica i biancoblù vanno a Lecco per una partita ad alto rischio: stesso 3-4-2-1 per entrambe, due allenatori che potrebbero ritoccare qualcosa e un avversario che ha più da perdere.
Il Brescia torna in campo domenica a Lecco, in una di quelle gare da prendere con le molle. I lombardi vivono un momento complicato, tra classifica e prestazioni, ma proprio per questo la sfida sarà tutt'altro che semplice. Per l'Union serve portare a casa il risultato, ma senza sottovalutare un avversario ferito.
Secondo l'analisi del giornalista Francesco Domenighini, ci aspetta una partita da leggere con attenzione, per Corini come per Valente.
Una partita a specchio
Il Lecco di mister Valente si schiera con un 3-4-2-1, come il Brescia di Corini. Con il Cittadella si era parlato anche di un 3-5-1-1, ma gli interpreti restano più o meno gli stessi. Una squadra compatta in difesa, che cerca la ripartenza, e molto posizionale.
L'ultima uscita, contro il Cittadella, ha visto Pellegrino e Bonaiti alle spalle di Murillo, al posto di Fasan, che aveva giocato contro la Pergolettese. Con una sola punta, però, la manovra fatica a creare. Il centrocampo con Metlika e Mallamo è di buon livello, mentre sugli esterni giocano due laterali classici: Oliver Urso a destra e Manenti a sinistra. In difesa l'ultima volta c'erano Siddler, Arena e Comi, con Rizzo in campo contro la Pergolettese.
Murillo è un giovane arrivato in prestito dal Liefering, la squadra satellite del Salisburgo, quindi dal mondo Red Bull. Il Lecco è una squadra giovane, cambiata molto in estate e ancora alla ricerca della quadratura. Valente è stato confermato, anche se a un certo punto sembrava vicino il passaggio di Troise dal Lumezzane.
I numeri del Lecco
Dopo sette giornate il Lecco ha segnato quattro gol e ne ha subiti sei. Fino alla gara con il Cittadella la media era di un gol a partita tra fatti e subiti: difesa ordinata, ma poca produzione offensiva. Solo due volte i lecchesi hanno superato l'over 1,5 contro il Desenzano (la prestazione più convincente della stagione) e a Cittadella.
Proprio la partita con il Cittadella è finita 3-0, ma racconta una storia particolare. Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0 e, se qualcuno meritava di più, era proprio il Lecco. Poi il gol di Antonucci al 61' ha cambiato tutto: in venti minuti i veneti sono passati dallo 0-0 al 3-0. Anche la sconfitta di Trento era arrivata all'ultimo secondo, su un errore del portiere Vettorel che ha permesso a Molina di segnare l'1-0.
Il momento del Brescia
L'analisi sottolinea che dal Treviso in poi, Treviso compreso, il Brescia ha cambiato il modo di giocare, pur mantenendo lo stesso modulo. Il periodo dal Carpi al Trento aveva lasciato più di un aspetto da criticare, anche se ci sono state cose positive. Nelle ultime tre partite sono arrivati due pareggi e una vittoria, meno punti, ma con maggiori garanzie.
È una lettura personale, certo, e solo il futuro dirà se è quella giusta.
Classifica e pressione
Chi ha più da perdere domenica è il Lecco. Con otto punti è a pari merito con il Lumezzane, a cavallo tra il decimo posto e la zona fuori dai playoff. La stagione è partita male, con una grande difficoltà a segnare, ma con una difesa che subisce poco. Per questo il match si preannuncia una vera partita a scacchi.
Cosa aspettarsi
Con due squadre schierate allo stesso modo, nessuno esclude che Corini e Valente decidano di cambiare qualcosa per sorprendere l'altro, un po' come in Formula 1, tra chi tenta l'undercut e chi l'overcut sui cambi gomme.
Le previsioni indicano un primo tempo molto bloccato, con qualcosa in più nella ripresa. In alternativa, chi cambia o chi resta fedele alla propria idea potrebbe trovare presto il vantaggio e poi gestirlo. Difficile immaginare una gara tirata fino al novantesimo, ma, come si dice, il calcio è bello anche quando la pratica smentisce la teoria.

