Domenica il Brescia torna in uno stadio che per il tecnico bresciano ha un significato speciale: al Briamasco De Zerbi giocò la sua ultima partita da professionista
Domenica sera il Brescia andrà a giocare a Trento, per una delle sfide più sentite del campionato di Serie C. Un duello che si è giocato poche volte in passato, ma quando si è vicini di casa, la posta in palio è molto alta. Il Lago di Garda da condividere, assieme a Verona, e la voglia dei gialloblu di poter far parlare sempre di più di loro anche sul rettangolo verde. A Trento c'è stato un noto e grande bresciano che non solo ci ha giocato, ma con il quale ha concluso la propria carriera da calciatore: Roberto De Zerbi.
Dalla Romania al Trento di Belfanti
Dobbiamo tornare con la memoria alla stagione 2012-13, un anno che non sembrava nemmeno dover cominciare per Roberto De Zerbi, visto come nessuno lo aveva messo sotto contratto al termine della propria esperienza in terra rumena con il Cluj. Nella terra di Dracula, De Zerbi visse le stagioni migliori, da un punto di vista dei successi, visto come conquistò in due circostanze il titolo di campione della Romania, oltre che una Coppa nazionale. Al termine della sua terza e ultima annata, dove realizzo tre reti che contribuirono al titolo nazionale, arrivò anche la fine della propria avventura in terra rumena ma i tanti infortuni, nonostante i soli 33 anni, avevano fatto desistere praticamente tutte le squadre a volerlo mettere sotto contratto. Non erano pochi coloro che avrebbero voluto rivederlo a Brescia, dopo la parentesi di sei mesi nel 2007-08, anche se il rapporto con la società di Gino Corioni fu di alti e molti bassi. Il 19 gennaio 2013 però, ecco arrivare la chiamata del Trento del Presidente Piervittorio Belfanti, con gli Aquilotti che stavano cercando di ritornare nel calcio che contava. Nella stagione precedente avevano avuto modo di scontrarsi da vicino con una nobile del calcio provinciale bresciano, con la semifinale playoff contro l'Aurora Travagliato che dalle parti dello Zini rappresenta ancora un ricordo nitido e indelebile. Il Trento stava vivendo una stagione molto complicata, costantemente nelle ultime posizioni di classifica, con De Zerbi che avrebbe dovuto rappresentare l'uomo della rinascita.
La presentazione ai tifosi
"Io qui son venuto per l'allenatore (Luciano De Paola), perché lo conosco, so che mentalità ha, vediamo il calcio nella stessa maniera, abbiamo lo stesso carattere. Conoscendolo da tempo avevo già pensato che un giorno avrebbe potuto allenarmi. Sul posizionamento in classifica, con il miglioramento sul mercato, penso ci siano molto possibilità per salvarsi. Non vengo per retrocedere, sicuramente lotteremo fino alla fine".
Con queste parole si era presentato Roberto De Zerbi ai tifosi del Trento, ma la stagione purtroppo proseguì nel peggior modo possibile. De Zerbi partì subito titolare contro il Mapello e nel successo per 3-1 contro il Castellana arrivò il suo primo gol con la nuova maglia. La squadra però non riuscì a lottare di fatto mai per la salvezza, tanto che alla fine si trovò con un margine enorme dalle restanti squadre della Serie D Girone B, infatti non ottenne nemmeno il divario minimo per i playoff.
L'ultimo gol, l'ultima partita
Per De Zerbi però ci fu una data importante e in un certo senso indimenticabile come il 7 aprile 2013. Non c'è di certo di che esultare per una classifica sempre più nefasta quando al Briamasco arriva il Caravaggio. Il ritorno in Eccellenza sembra ormai una triste e scontata conseguenza, ma De Paola vuole affidarsi al proprio fantasista. Da un'azione di sfondamento di Gattamelata, la palla rimane nella terra di nessuno, il che permette a De Zerbi di inserirsi in area di rigore e calciare di sinistro a incrociare, superando così Merisio per la rete dell'1-0. Poteva essere la rete della speranza, si rivelò quello della beffa, perché a tempo scaduto arrivò il pareggio di Girometta che di fatto pose fine ai sogni di salvezza degli Aquilotti. Per De Zerbi, quella rete fu la sua ultima della carriera, arrivata anche di fatto in occasione della sua ultima partita di sempre. Giocò infatti anche contro la Pergolettese due settimane dopo, ma un infortunio lo estromise dal campo dopo soli diciassette minuti e a fine anno diede l'addio al calcio.
Un sapore speciale per il tecnico bresciano
Il Brescia dunque domenica tornerà di scena in uno degli stadi che ha saputo regalare uno dei momenti più iconici di uno dei suoi figli prediletti. Un uomo che ha sempre vissuto in modo viscerale il Brescia, da tifoso al punto tale da ricordare a tutti, inglesi e francesi compresi, come quella sua brescianità andasse oltre tutto e tutti. E allora Trento-Brescia in qualche modo è la sua partita, il suo inizio, dall'oratorio di Mompiano fino al grande calcio, e la sua fine, con quel Trento che l'anno dopo sarebbe fallito per poi rinascere più forte di prima. Questa però è un'altra storia, perché Trento-Brescia avrà per sempre un sapore speciale per Roberto De Zerbi.

