Ieri sera Villa Fenaroli, a Rezzato, ha ospitato la cerimonia di premiazione della Rondinella d'Oro, un appuntamento che riunisce i volti dello sport bresciano. La redazione di Mondo Leonessa ha avuto l'opportunità di prendere parte all'evento, e questo è il racconto della serata.

Una serata per tutto lo sport bresciano

La Rondinella d'Oro non guarda solo al pallone. Tra i premiati c'erano atleti e protagonisti di discipline diverse: pallanuoto, basket e persino tamburello, sport dalla tradizione radicata sul territorio. Un mosaico che racconta quanto lo sport, in provincia, sia più ampio di quello che finisce nelle prime pagine.

Marco Zambelli, il premio ad honorem

Il riconoscimento che più ha scaldato il cuore dei tifosi biancazzurri è andato a Marco Zambelli, storico capitano delle Rondinelle, insignito del premio ad honorem. Nato a Gavardo nel 1985, Zambelli ha collezionato con la maglia del Brescia 299 presenze e 7 gol in dodici campionati, dal 2003 al 2015. Numeri che raccontano una carriera vissuta quasi per intero in una sola casacca. 

Il suo percorso comincia dal settore giovanile. L'esordio tra i professionisti arriva nell'ottobre 2003, a 18 anni, in un Brescia-Palermo di Coppa Italia finito 2-3, con la maglia numero 15, che lo accompagnerà per tutta la carriera. Non è una strada in discesa: a inizio 2004 il ginocchio sinistro cede e lo tiene fuori per altri sei mesi. Poi il debutto in Serie A, il 26 settembre 2004 contro l'Udinese. 

La svolta arriva qualche anno più tardi. Dal 2006 in poi Zambelli si prende il posto da titolare e non lo lascia più. Il 10 novembre 2007, contro l'AlbinoLeffe, indossa per la prima volta la fascia da capitano, a 22 anni, per l'assenza di Davide Possanzini. Da quel momento diventa uno dei volti del club. 

Gli anni in Serie A e la scelta di restare

Con il Brescia Zambelli ha vissuto anche la massima serie: 5 presenze nel 2004-05 e 28 nel 2010-11, per un totale di 33 gettoni in Serie A con la maglia biancazzurra. Il resto della sua storia è scritto soprattutto in Serie B, categoria in cui le Rondinelle hanno passato gran parte di quegli anni. 

Un dettaglio che spiega il legame con la piazza: nonostante diverse offerte da squadre di Serie A, Zambelli ha sempre preferito rimanere con le Rondinelle, giocando "nel bene e nel male" con la stessa grinta. Una scelta di appartenenza sempre più rara nel calcio di oggi. 

L'addio e il tributo del Rigamonti

Il 26 giugno 2015 l'amministratore delegato Rinaldo Sagramola ha annunciato la rescissione consensuale del contratto dopo 299 presenze. Zambelli ha poi vestito le maglie di Empoli, Foggia e Feralpisalò, chiudendo la carriera nel 2020. 

L'affetto della città, però, non si è mai spento. Lo ricorda il Giornale di Brescia: tornato al Rigamonti da tesserato del Foggia, Zambelli è scoppiato in lacrime in zona mista raccontando l'emozione per lo striscione che la curva gli aveva dedicato. E ancora oggi il suo nome pesa nella storia del club: nel gennaio 2025 l’ex capitano Dimitri Bisoli ha agganciato quota 299 presenze, pareggiando Zambelli al quinto posto della classifica all-time. 

Egidio Salvi, una bandiera che consegna il testimone

A consegnare il premio a Zambelli è stato Egidio Salvi, altro simbolo della storia biancazzurra. Bresciano, classe 1945, cresciuto nel vivaio del Brescia, Salvi ha vestito la maglia delle Rondinelle 401 volte, seconda solo a Stefano Bonometti nella classifica assoluta delle presenze. In sedici stagioni ha segnato 27 gol e con il Brescia ha vinto una Serie B nel 1965. Tra le sue esperienze c'è anche una parentesi a Napoli nel 1968-69, con il suo idolo Omar Sivori. Chiusa la carriera da calciatore nel 1981, è tornato al Brescia da allenatore, dedicandosi al settore giovanile e alla Primavera dal 1982 al 2013.

Quando Zambelli è salito sul palco, tra i due c'è stato un lungo e sentito abbraccio, uno dei momenti più emozionanti della serata: la storia di ieri e quella più recente del Brescia, unite dagli stessi colori.

Isabel Cacciamani, il calcio femminile sul palco

Altro premio di rilievo, quello a Isabel Cacciamani, calciatrice del Brescia Femminile. Un riconoscimento che dà spazio al movimento femminile bresciano, sempre più protagonista nel panorama del calcio locale.

Il Desenzano premiato per la promozione in Serie C

La serata ha reso omaggio anche al Desenzano, premiato per la promozione in Serie C. Un traguardo che riporta il calcio professionistico sulle rive del Garda e che allarga ulteriormente la geografia bresciana della terza serie.

Pietro Sbaraini e la sorpresa Ospitaletto

Tra i premiati anche Pietro Sbaraini, direttore generale dell'Ospitaletto Franciacorta. Un riconoscimento che arriva in un momento particolarmente felice per i franciacortini: quest'anno l'Ospitaletto sta sorprendendo tutti, con 14 punti in 7 partite e una differenza reti di +8. Un avvio di stagione che parla di organizzazione, e che il premio a chi ne guida la struttura sembra sottolineare.

Il commento della redazione

Serate come questa fanno bene all'ambiente: mettono nella stessa sala campioni affermati, società in crescita e discipline che raramente condividono il palcoscenico. Vedere celebrato un capitano come Zambelli, poi, ha avuto un sapore particolare per chi segue il Brescia da vicino. Per Mondo Leonessa è stato un piacere esserci.