Trento-Union Brescia 0-0. Il primo punto perso della stagione arriva nella partita in cui i biancazzurri hanno tirato meno che in tutte le precedenti e non hanno mai chiuso davvero l'avversario. Costa il primo posto, occupato ora dal Cittadella, ma non l'imbattibilità.

Ma i numeri dicono che questo 0-0 va letto come un risultato guadagnato, non subito. Il Trento ha chiuso con diciotto tiri contro dieci e 1,3 di expected goals contro 0,84: la squadra di Tabbiani ha prodotto più occasioni e più pericolo, e non ha segnato. Per la terza partita consecutiva la porta di Gioele Zacchi è rimasta inviolata.

I numeri di una partita subita e non persa

TRENTO
Statistiche
UNION
18
Tiri totali
10
5
Nello specchio
4
1,3
Expected goals
0,84
52,8%
Possesso palla
47,2%
24
Tocchi in area avversaria
17
16
Falli commessi
18

Il dato che pesa più di tutti è quello dei tocchi in area avversaria: 24 a 17. Il Trento è entrato più volte nella zona che conta, ha calciato otto volte in più e ha prodotto quasi mezzo gol in più di aspettativa. In una partita così, uscire con la porta inviolata è un risultato della difesa, non una casualità.

C'è anche il rovescio, e riguarda il tema che questa squadra si porta dietro da un anno: dieci tiri sono il minimo stagionale, e i biancazzurri non hanno segnato per la seconda volta in quattro uscite. Con 0,84 di expected goals, l'Union ha creato meno di un gol di occasioni in novanta minuti.

La difesa inedita: Balestrero braccetto, Sina spostato sulla fascia

La formazione iniziale dell'Union Brescia è stata questa: Zacchi in porta; davanti a lui il terzetto Balestrero, Silvestri, Armati; a centrocampo Sina, Mercati, Lamesta e De Maria; Rizzo Pinna e Pellegrini dietro l'unico riferimento offensivo, Crespi. Modulo confermato, il 3-4-2-1 per la sesta volta consecutiva.

Due dettagli valgono il pezzo. Il primo: Davide Balestrero, centrocampista, ha giocato da braccetto — e con la fascia di capitano al braccio, con Silvestri vice. È l'interpretazione più estrema di quello che il sistema chiede ai centrali laterali: uscire palla al piede, accompagnare l'azione, comportarsi da mediano aggiunto. Corini ha scelto di metterci un centrocampista vero.

Il secondo: Samuele Sina è stato spostato da braccetto a quinto destro. Il capocannoniere della squadra, due gol nelle prime tre giornate da difensore centrale, ha giocato tutta la partita sulla fascia. È un segnale di fiducia — a diciannove anni gli si chiede di coprire sessanta metri di corsia contro il Trento più offensivo del girone — ma anche la conseguenza delle assenze: senza Alberto Rizzo e Manuel Marras, e con Armati dirottato nei tre dietro, la corsia destra andava riempita.

Il terzo cambio è in attacco: Jacopo Pellegrini ha giocato dal primo minuto al posto di Davide Di Molfetta, accanto a Rizzo Pinna. Per la punta è un ritorno particolare — la stagione 25/26 l'aveva passata in prestito proprio al Trento.

Dall'altra parte: il Trento di Tabbiani con due novità

Anche Luca Tabbiani ha modificato le attese: nel 4-3-3 trentino sono partiti Sheriff Kassama al centro della difesa al posto di Frison e Amer Mehic in mezzo al campo, con Marco Ladisa nel tridente insieme a Dalmonte e Molina al posto di Sodero. Barlocco in porta, Maffei e D'Intino sulle fasce, Aucelli e Fossati con Mehic in mediana.

Arbitro dell'incontro Striamo della sezione di Salerno.

I cambi: Corini ne fa cinque, tutti nel secondo tempo

La lettura della partita passa dalle sostituzioni, ed è coerente con quello che questa squadra ha mostrato nelle prime giornate. Il primo intervento arriva già all'intervallo: Frederik Sørensen prende il posto di Luigi Silvestri al 45', un cambio nel cuore della difesa.

Poi il doppio cambio al 67': dentro Mattia Zennaro per Alessandro Mercati e Alberto Spagnoli per Jacopo Pellegrini — via il mediano titolare e la punta di movimento, dentro peso offensivo. All'78' tocca a Marco Frigerio per Alessandro Lamesta, all'83' a Tiago Casasola per Vincent De Maria: l'esterno esperto al posto del quinto sinistro, l'ultima carta per alzare la qualità dei cross nel finale.

È lo stesso schema visto a Crema: cinque cambi concentrati nell'ultima mezz'ora, con l'obiettivo di mettere uomini freschi nella zona in cui questa squadra ha imparato a colpire. Questa volta non ha funzionato — dei dieci gol stagionali tre erano arrivati dopo l'85', al Briamasco nessuno. Tabbiani ha risposto con cinque sostituzioni: Sodero e Garetto al 75' per Mehic e Ladisa, Grossi all'82' per Fossati, Benedetti e Caia all'88' per Molina e Dalmonte.

Il tabellino

Trento-Union Brescia 0-0 · Serie C girone A, 4ª giornata · stadio Briamasco
TRENTO (4-3-3)

Barlocco; Maffei, Kassama, Benassai, D'Intino; Aucelli, Fossati (82' Grossi), Mehic (75' Sodero); Dalmonte (88' Caia), Molina (88' Benedetti), Ladisa (75' Garetto). A disp.: Santer, Goller, Trainotti, Frison, Genco, Calza, Castelli. All. Tabbiani.

UNION BRESCIA (3-4-2-1)

Zacchi; Balestrero (C), Silvestri (VC) (45' Sørensen), Armati; Sina, Mercati (67' Zennaro), Lamesta (78' Frigerio), De Maria (83' Casasola); Rizzo Pinna, Pellegrini (67' Spagnoli); Crespi. A disp.: Liverani, Grazioli, Pasini, Zennaro, Guglielmotti, Armanini. All. Corini.

Arbitro
Striamo della sezione di Salerno
Gol
Nessuno
Ammoniti
Kassama (T), Maffei (T), Sina (B), Silvestri (B), Mercati (B)
Note
Possesso palla 52,8%-47,2%. Tiri totali 18-10, nello specchio 5-4. Expected goals 1,3-0,84. Angoli 3-2. Falli 16-18. Tocchi in area avversaria 24-17. Fuorigioco 0-0. Nutrita presenza di tifosi biancazzurri nel settore ospiti.

Il dato disciplinare che va segnalato

Tre ammoniti biancazzurri in una sola partita — Sina, Silvestri e Mercati — sono quasi quanti l'Union ne aveva raccolti in tutto l'avvio di campionato: quattro in tre giornate. Ed è coerente col resto: 18 falli commessi contro i 16 del Trento, in una gara in cui i biancazzurri hanno dovuto difendere per lunghi tratti.

Da tenere d'occhio anche il giallo a Mercati, il mediano incedibile del sistema: alla prossima ammonizione scatta la diffida.

La classifica dopo quattro giornate

#
SQUADRA
PG
V-N-P
GF:GS
PT
1
Cittadella
4
4-0-0
7:2
12
2
Ospitaletto Franciacorta
4
3-1-0
9:2
10
3
Union Brescia
4
3-1-0
5:1
10
4
Alcione Milano
4
2-2-0
7:4
8
5
Dolomiti Bellunesi
4
2-2-0
4:2
8
6
Trento
4
2-2-0
3:1
8
7
Treviso
4
2-1-1
5:4
7

Due dati vale la pena isolare. Il primo: l'Union Brescia ha il miglior attacco al contrario del gruppo di testa — cinque gol fatti, meno di tutte le prime sei tranne il Trento. Il secondo: ha la miglior difesa del girone con un solo gol subito, meglio anche del Cittadella capolista che ne ha presi due.

È il ritratto esatto della squadra descritta in queste pagine: non la batte nessuno, ma per vincere le serve poco e quel poco non sempre arriva. Dietro, l'Ospitaletto Franciacorta a pari punti con nove gol fatti è l'avversario che sta risolvendo il problema opposto.

Cosa dice questa partita del progetto

Il Briamasco ha mostrato due cose. La prima è che Corini è disposto a stravolgere i ruoli pur di mantenere il sistema: un centrocampista braccetto e un difensore centrale quinto sono adattamenti forti, che funzionano solo se i principi di gioco sono chiari a tutti. E hanno tenuto: zero gol subiti contro l'attacco più prolifico che l'Union avesse incontrato finora.

La seconda è che la rosa, nelle emergenze, si allunga meno di quanto la classifica suggerisca. Senza Rizzo e Marras la corsia destra si è dovuta reinventare, e in panchina — con Liverani, Grazioli, Pasini, Guglielmotti e Armanini — le alternative offensive erano poche: nell'ultima mezz'ora, con una partita da sbloccare, Corini non aveva un rifinitore da mettere dentro. È esattamente il tema del mercato di gennaio, e questo 0-0 lo mette a fuoco meglio di tre vittorie.

Il pareggio costa il primo posto: il Cittadella ha vinto la quarta partita su quattro e sale a dodici punti, l'Ospitaletto Franciacorta aggancia i biancazzurri a dieci e li scavalca per differenza reti. L'Union Brescia è terza, ma con un solo gol subito in quattro giornate — nessuno nel girone ha fatto meglio — e tre gare consecutive senza incassare. Il Trento, che gioca il calcio più offensivo del girone, è stato tenuto a zero in casa propria.