Il giornalista Francesco Domenighini analizza la prossima avversaria dell'Union Brescia: un 4-3-3 di palleggio, un centravanti che segna sempre e una specialità nei recuperi finali

Dopo le trasferte contro Carpi, Pergolettese e Desenzano, per l'Union Brescia arriva il primo vero banco di prova stagionale. Il Trento non è una squadra qualunque del girone: è considerato da tutti la "terza incomoda" nella corsa alla Serie A insieme a Brescia e Cittadella, una promozione che i trentini inseguono da anni. A tracciare il profilo della squadra di casa, in vista della sfida di domenica, è stato il giornalista Francesco Domenighini, che ha dedicato alla partita un'analisi approfondita concentrata su due elementi: il predominio a centrocampo del Trento e la sua capacità di colpire proprio nei minuti finali.

Un 4-3-3 costruito sul possesso palla

Il Trento si presenta con un modulo, il 4-3-3, che garantisce sistematicamente il controllo del centrocampo. I numeri lo confermano: contro il Desenzano, in trasferta, i trentini hanno dominato il possesso palla 59-41, un dato che stride se confrontato con il 53-47 registrato dal Brescia nella sfida casalinga contro la stessa squadra. Ancora più netto il divario nella prima giornata di campionato contro il Treviso, chiusa addirittura 72-28 in favore del Trento.

L'unica eccezione è arrivata contro il Lecco, avversario che punta anch'esso molto sul palleggio, con una gara sostanzialmente equilibrata (51-49). Per il resto, la squadra gialloblù ha dimostrato di saper tenere il pallone con continuità contro qualsiasi avversario.

Fossati regista, Aucelli e Garetto ai lati

A dare equilibrio e qualità al reparto è soprattutto Marco Fossati, centrocampista di esperienza che compirà 34 anni in ottobre e che agisce da vero e proprio uomo d'ordine davanti alla difesa. Ai suoi lati, due profili complementari: Aucelli, classe 2002 che predilige il lato destro e fornisce sostegno prezioso al terzino, e Garetto, interno più propenso all'inserimento in area.

Secondo l'analisi, è una squadra molto posizionale: ogni giocatore conosce con precisione il proprio compito e la propria zona di campo. Un aspetto che, se da un lato può renderla in parte prevedibile, dall'altro le garantisce solidità nei momenti di maggiore difficoltà della partita.

Molina, il centravanti che risolve le partite

In attacco il nome che spicca è quello di Molina, autore di una striscia di gol decisivi: ha risolto la sfida con il Lecco, contribuito al successo in Coppa Italia Serie C contro l'Ospitaletto e deciso anche la gara d'esordio contro il Treviso. Fisicamente imponente, vicino al metro e novanta, non va però considerato un semplice rigorista: secondo Domenighini è un attaccante mobile, capace di abbassarsi fino a centrocampo per dare manforte alla squadra nei momenti complicati.

Sulle corsie esterne, Dal Monte è una certezza assoluta a destra, avendo giocato sempre da titolare e sempre per intero. A sinistra il ballottaggio è tra Marco Lita e Cornero, quest'ultimo già decisivo in Coppa Italia contro l'Ospitaletto.

L'assenza di Rizzo e il nodo fascia destra

Un dettaglio che pesa per il Brescia riguarda proprio la corsia destra trentina: con Rizzo indisponibile sul fronte biancazzurro, il duello con Dal Monte rischia di essere complicato per chi verrà schierato al suo posto. Armati, giocatore di palleggio più che di uno contro uno, potrebbe soffrire l'iniziativa dell'esterno trentino. Mister Corini ha comunque diverse alternative a disposizione, da Balestrero adattato sulla fascia a Boci, passando per un possibile arretramento di De Maria.

Il dato che preoccupa di più: i gol nei finali di gara

L'aspetto probabilmente più significativo dell'analisi riguarda la capacità del Trento di colpire proprio quando le energie delle avversarie calano. Le tre vittorie stagionali dei trentini — contro Ospilatetto in Coppa Italia, contro il Treviso alla prima di campionato e contro il Lecco nell'ultimo turno — sono arrivate tutte a ridosso del fischio finale: all'89' con l'Ospitaletto (dopo essere stati sotto 1-0), all'89' con il Treviso grazie proprio a Molina, e addirittura al 95' contro il Lecco.

A questo si aggiunge una fase difensiva solida: un solo gol subito in campionato, contro il Treviso, e due sole reti incassate in stagione, entrambe in Coppa Italia contro il Desenzano — gara in cui, peraltro, i trentini erano scesi in campo con una formazione ampiamente rimaneggiata.

Un precedente che parla chiaro

Domenighini richiama anche i precedenti della scorsa stagione: a Trento il Brescia perse con un pesante 74-26 di possesso palla a favore dei padroni di casa, mentre al Rigamonti, pur vincendo 2-1, i biancazzurri lasciarono comunque il pallino del gioco ai trentini (59-41). Un trend che per l'analista è destinato a ripetersi anche domenica: il Trento terrà più a lungo la palla, mentre il Brescia dovrà probabilmente affidarsi al contropiede.

Non necessariamente uno svantaggio: secondo Domenighini, l'attuale assetto biancazzurro potrebbe trovarsi più a suo agio ad attaccare gli spazi lasciati da una squadra propositiva come il Trento, piuttosto che nel dover fare la partita in prima persona.

Una sfida, insomma, che si preannuncia equilibrata e complicata su più fronti: il palleggio trentino contro la fisicità e il contropiede biancazzurro, con un occhio speciale ai minuti finali, terreno su cui il Trento ha già dimostrato di saper fare la differenza.