Un gol subito in quattro giornate di campionato. Nessuno, nel girone A, ha fatto meglio — nemmeno il Cittadella capolista, che ne ha presi due. È il dato che tiene in piedi la stagione dell'Union Brescia, e vale la pena capire come è costruito.

L'unica rete al passivo porta la firma di Leonardo Morosini, al 19' della prima giornata contro il Carpi. Da allora la porta di Gioele Zacchi non si è più aperta: tre partite consecutive senza incassare, contro Pergolettese, Desenzano e Trento.

Il portiere è l'investimento più alto della rosa

Non è un caso che il giocatore più valutato della squadra sia proprio lui. Zacchi, classe 2003, arrivato dal Sassuolo il 7 agosto con contratto fino al giugno 2027, vale 600mila euro: più di qualsiasi attaccante, più di qualsiasi centrocampista. In una rosa da 7,80 milioni complessivi, la società ha messo il suo capitale principale fra i pali.

La prova del nove è arrivata al Briamasco. Il Trento ha chiuso con diciotto tiri, cinque nello specchio e 1,3 di expected goals: numeri che, in media, valgono più di un gol. Non è arrivato.

Quattro over trenta e un ragazzo del 2007

Davanti a Zacchi c'è il reparto più anziano della squadra, e non per caso: Luigi Silvestri ha trentatré anni, Frederik Sørensen trentaquattro, Nicola Pasini trentacinque, Alberto Rizzo ventinove. In mezzo a loro, titolare, Samuele Sina, classe 2007.

La logica è leggibile: in una difesa a tre che si alza e in cui i braccetti escono palla al piede, il centrale puro deve comandare la linea e leggere le situazioni — compiti che chiedono esperienza più che gamba. I braccetti, invece, chiedono polmoni. Ecco perché un diciannovenne può giocarci e un trentacinquenne no.

Il buco che nessuno ha ancora colmato

C'è però un'anomalia in questo reparto, e va detta: fra i cinque centrali non c'è un mancino. In una difesa a tre è un limite strutturale — il braccetto sinistro di piede destro rientra sul piede forte ogni volta e perde il tempo del cambio di gioco verso il quinto opposto.

Al Briamasco Corini ha risolto in modo creativo: Loris Armati a sinistra, Davide Balestrero — un centrocampista — braccetto destro con la fascia di capitano, e Sina spostato da centrale a quinto. Ha funzionato: zero gol subiti contro l'attacco più offensivo incontrato finora. Ma è un adattamento, non una soluzione.

Il resto è disciplina: quattro ammonizioni in tre giornate prima di Trento, zero espulsioni, zero cartellini in Coppa contro la Giana Erminio. Una squadra che difende bene e non commette falli gratuiti è una squadra che ha capito cosa deve fare — ed è il motivo per cui, con cinque gol fatti, è comunque terza.