Termina 2-2 al Rigamonti la sfida tra Union Brescia e Treviso, in una gara che ha visto le Rondinelle rimontare e poi farsi riprendere proprio nell'ultima azione del match.

Primo tempo in ombra, poi il gol di Brevi

Il Brescia si è fatto vedere poco nella prima frazione, senza riuscire a rendersi pericoloso con continuità davanti alla porta avversaria. Il Treviso ne ha approfittato proprio sul finire del tempo: al 45' un colpo di testa di Brevi ha sorpreso la retroguardia biancazzurra, mandando le squadre al riposo sull'1-0 per gli ospiti.

La reazione nella ripresa: Zennaro e Rizzo Pinna ribaltano tutto

Nella ripresa l'atteggiamento del Brescia è cambiato radicalmente. Squadra più attiva, più propositiva, capace di trovare in poco tempo il pareggio e poi il sorpasso: al 50' è arrivato il gol di Zennaro, seguito al 70' dalla rete di Rizzo Pinna, che ha spinto in porta vuota il pallone del 2-1.

Il Rigamonti si è acceso, con la squadra che sembrava ormai in controllo della partita e vicina a conquistare tre punti pesanti.

Il gol di Maestrelli al 95' gela il Rigamonti

L'entusiasmo bresciano si è però spento proprio all'ultimo respiro: al 95', in pieno recupero, Maestrelli ha firmato il gol del definitivo 2-2, cancellando in un istante il lavoro fatto nella ripresa e lasciando l'amaro in bocca a squadra e tifosi.

Il confronto tra squadra e Curva Nord

Al triplice fischio, non è mancato un momento di confronto diretto tra i giocatori e il settore della Curva Nord, con i tifosi che hanno chiesto maggiore impegno e grinta in campo, soprattutto alla luce di un primo tempo giocato con poca intensità.

Nel dopopartita, come spesso accade in questi casi, si è cercato un responsabile principale, individuato da più parti in mister Eugenio Corini, le cui scelte sono state messe in discussione.

Ma è veramente Corini l'unico colpevole?

Su questo aspetto, la nostra opinione è diversa: la responsabilità di una prestazione così altalenante, con un primo tempo sottotono e un finale beffardo, non può ricadere soltanto sull'allenatore. In campo, a giocare, correre e chiudere gli spazi ci sono i calciatori, ed è a loro che va chiesto in primo luogo di alzare intensità e attenzione, specialmente in una fase di gioco delicata come gli ultimi minuti di recupero. Corini ha le sue responsabilità, come ogni allenatore, ma il capro espiatorio non può essere uno solo quando in campo scendono in undici.