Alla vigilia di Union Brescia-Treviso, in programma giovedì sera alle 21 allo stadio Mario Rigamonti, mister Eugenio Corini ha incontrato la stampa per presentare il primo turno infrasettimanale della stagione.
L'obiettivo resta lo stesso
Il primo tema è quello della classifica, con le Rondinelle scese dalla vetta dopo quattro giornate. Il tecnico non ha cambiato la propria lettura: il Brescia sa perfettamente dove vuole arrivare.
"Siamo forse gli unici che dicono di voler provare a vincere", ha spiegato Corini, sottolineando come davanti ci siano ancora 34 partite per centrare l'obiettivo. Dieci i punti raccolti finora, con il Cittadella che al momento ha fatto meglio, ma il messaggio è chiaro: serve consapevolezza nel lavoro quotidiano e onestà nell'analisi, riconoscendo sia gli errori sia le cose fatte bene.
Il primo tempo di Trento e la reazione
Tornando sulla gara del Briamasco, il tecnico ha ammesso le difficoltà iniziali, ma ha ridimensionato la sofferenza: al di là del tiro sulla traversa, il Trento non avrebbe creato occasioni pulite, mentre negli ultimi 20-25 minuti è stato il Brescia ad andare quattro volte a tu per tu con il portiere.
L'errore principale, secondo Corini, è stato non riuscire a "pulire" il pallone con qualità nella prima frazione: ogni riconquista dei trentini permetteva loro di lavorare sulle punte esterne e di attaccare la profondità con un centravanti molto fisico. Nella ripresa, oltre a un leggero accorgimento tattico, sono state personalità e qualità a fare la differenza.
"È importante essere resilienti, stare dentro le difficoltà", ha aggiunto, rivendicando la crescita costante del gruppo dal suo arrivo dell'11 dicembre.
Il peso della pressione
Corini è consapevole del contesto in cui il Brescia si muove: quando sei indicato come favorito, vincere di misura sembra non bastare e un pareggio diventa quasi un dramma. Il messaggio ai suoi e all'ambiente, però, è di vivere il campionato come un'opportunità e non come un fastidio, nel rispetto di chi critica e di chi giudica.
Infermeria e gestione delle forze
Capitolo formazione. Il tecnico ha confermato che l'affaticamento accusato alla vigilia di Trento terrà fuori un elemento anche per questa gara e probabilmente per la successiva, mentre il campo sintetico ha lasciato qualche strascico che riduce ulteriormente le scelte.
Mallamo, potenzialmente recuperabile, viene gestito in vista della sfida di domenica con l'Alcione, mentre prosegue il percorso di riatletizzazione per un altro elemento del gruppo. Le buone notizie arrivano invece dai rientri in gruppo di Rizzo e Boci.
Sul turnover, Corini ha ribadito il suo concetto: non esistono titolari e riserve, ma chi parte e chi entra. A Trento i cambi hanno alzato il livello — con Spagnoli apprezzato per la profondità data alla manovra, insieme a Zennaro, Frigerio e agli altri subentrati — e la rosa, pur non lunghissima per scelta, garantisce soluzioni e competizione interna.
L'analisi del Treviso
Sui veneti, neopromossi già a quota sette punti, il giudizio è netto: una squadra solida, che prova a giocare e che unisce la consapevolezza di chi ha vinto un campionato all'entusiasmo di chi affronta una categoria nuova.
Corini ha citato l'esperienza di Cappelletti in difesa e di Gucher a centrocampo, la fisicità di Odogwu davanti e la qualità degli esterni, capaci di attaccare la profondità e di crossare con precisione. "Sarà una bella sfida", ha detto, con l'obiettivo dichiarato di tornare alla vittoria.
Attacco e difesa, questione di equilibrio
Nelle ultime uscite sono mancati i gol delle punte, ma il tecnico non parla di attaccanti spenti: le occasioni ci sono state e i presupposti pure, basti pensare alle gare con Carpi e Giana. Dall'altra parte, il solo gol subito racconta di una solidità che era già un valore lo scorso anno. "L'equilibrio generale è fondamentale", ha ribadito Corini, che ha voluto fare un plauso alla disponibilità al lavoro e al sacrificio del gruppo.
L'appello al pubblico
Infine, il richiamo ai tifosi. Pur consapevole delle difficoltà di un turno infrasettimanale alle 21, con le scuole appena ricominciate, il tecnico si aspetta un Rigamonti caldo: "Come sono venuti in 600 a Trento, sono sicuro che ne verranno tanti giovedì sera".
Un pensiero all'Ospitaletto
Chiusura sull'altra bresciana protagonista in classifica. Nessuna sorpresa per Corini, che ha riconosciuto all'Ospitaletto continuità di metodo, capacità di scegliere i giocatori giusti — tra cui Cantamessa e Valente, lo scorso anno in biancazzurro — e una cultura societaria che sta dando frutti anche quest'anno.

